lunedì 4 agosto 2014

"Non hanno pane? Dategli le brioches!"

Probabilmente Maria Antonietta non ironizzò testualmente, ma mi piace titolare questo post, ricorrendo a ciò che questa spezzante battuta, seppur con tutta probabilità mai pronunciata dalla regina di Francia, intrinsecamente significa. È opinione comunemente diffusa che un governo, qualunque governo, a prescindere dalla sua natura e dall'orientamento politico, debba esercitare le proprie funzioni ponendosi l'obiettivo di soddisfare le esigenze del popolo sul quale esercita la propria autorità. Di qualunque governo si tratti, pare ragionevole riconoscergli questo onere-onore, almeno in teoria. Come frequentemente avviene, la teoria, che pure si colloca al di sopra della pratica, da quest'ultima, all'occasione, viene prevaricata. Senza negare la validità teorica del precetto secondo cui un governo dovrebbe soddisfare le esigenze dei cittadini o sudditi che siano, la Storia ci ha mostrato troppe volte ( e continua a mostrarcelo ) come esso, nella pratica, sia stato contraddetto con incredibile regolarità. Senza focalizzarci ora sui casi particolari, occorrerà analizzare il problema nella sua essenza. La soddisfazione di un popolo è, e sarà sempre, proporzionale al livello di soddisfazione fino a quel momento raggiunto; in altri termini, se un popolo ha sempre vissuto nell'agio e nella ricchezza, non troverà appagamento in un provvedimento che non gli conferisca uguale o maggiore agiatezza. Certamente, entro i limiti del possibile, un "buon governo" dovrebbe adoperarsi per una crescita esponenziale del livello di soddisfazione dei governati, ma ciò, senza entrare nello specifico, richiederebbe ai governanti capacità politiche e morali che la Storia ci ha insegnato essere merce rarissima, o perlomeno ci ha mostrato come sia molto difficile veder convivere nel medesimo individuo entrambe le qualità. La drammatica situazione socio-economica attuale, più o meno diffusa, se escludiamo eccezioni sociali precise, non si deve considerare come il fallimento delle varie strategie politiche dei governanti, quanto piuttosto come la loro perversa vittoria. Infatti, abbassando la soglia del benessere, i vari governi hanno al contempo abbassato la soglia della soddisfazione. Un popolo affamato si accontenterà del pane, un popolo agiato pretenderà diritti. E i diritti, si sa, sono molto difficili da concedere, soprattutto per coloro che non dispongono contemporaneamente delle due capacità sopraccitate.

Matteo Andriola